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Relazione convegno "Il mare: una risorsa..:"

 

 

Pubblichiamo la relazione della dr.ssa Scopelliti sul convegno tenutosi domenica 15 novembre scorso presso lo stabilimento Torre del Sole in località Voltone:


Relazione sulla riunione "Mare Pulito" - Marina Velka, Torre del Sole - 15 novembre 09

Durante la riunione "Mare Pulito" che si è tenuta la scorsa domenica  a Marina Velka, presso lo stabilimento Torre del Sole, oltre a commercianti e cittadini, erano presenti due professori dell'Università della Tuscia, il prof. Nascetti  e il prof. Belfiore,  e due rappresentanti delle istituzioni, il Sindaco di Tarquinia Mazzola e l'Assessore all'Ambiente della Provincia di Viterbo Piazzai.

I professori dell'Università della Tuscia hanno illustrato il programma di "sperimentazione della gestione integrata della zona costiera", nato da una collaborazione tra l'Università della Tuscia, l'Università la Sapienza e l'Università di Cassino e patrocinato dalla Regione Lazio. Questo programma ha preso in considerazione la zona costiera nel suo complesso, considerando ambiente, architettura e economia, nell'ottica di uno sviluppo sostenibile.

I metodi proposti per combattere i problemi del fiume Marta e del mare, cioè la presenza di batteri, l'eccesso di nutrienti e la torbidità delle acque, prendono in considerazione tutti i fattori che influiscono sull'ecosistema. L'inquinamento di tipo industriale, provocato dagli scarichi della cartiera è stato già risolto con la chiusura degli stessi, avvenuta a ottobre, grazie all'intervento della Provincia. Vanno ancora affrontati i problemi causati dall'eccessivo uso di fertilizzanti da parte degli agricoltori, dalla mancanza di messa a norma di tutti gli scarichi civili e dal mancato controllo su l'utilizzo dell'acqua per l'irrigazione. Il fiume, infatti, va visto come un organismo vivente, non come un semplice canale. In tale ottica, è necessario garantire il mantenimento del flusso minimo vitale delle acque. Infine, si dovrebbe evitare la cementificazione delle sponde preferendole la rivalutazione delle fasce ripariali. Mentre la pulizia dell'alveo è sicuramente un opera positiva, non lo sono, invece, né la deviazione del suo corso, né il taglio indiscriminato di canne e alberi sulle sue sponde.

L'Assessore all'Ambiente della Provincia Piazzai ha appoggiato le soluzioni avanzate dallo studio presentato dall'Università e si è detto favorevole alla creazione di un programma territoriale generale per la creazione di un parco fluviale sul fiume Marta, oltre che alla progettazione e all'adeguamento del depuratore di Tuscania.

Il sindaco di Tarquinia ha offerto la sua collaborazione, nonostante abbia minimizzato i problemi del fiume, e quindi del mare. Ha affermato che l'allarmismo sull'inquinamento è eccessivo e che dalle rilevazioni effettuate dall'Arpa la situazione sembra migliorata rispetto agli anni passati. Ai presenti, che gli hanno fatto notare che sul sito del Ministero della salute risulta il divieto di balneazione dovuto all'inquinamento, non ha dato risposta.
Ha assicurato che gli scarichi del Comune sono stati controllati e che sono risultati a norma di legge. Il problema deriverebbe, quindi, dagli scarichi abusivi.Infine, per quanto riguarda la sistemazione delle fognature di Marina Velka e Tarquinia Lido, per le quali il Comune ha già ricevuto 600.000 euro dalla Regione Lazio, è stata avviata la progettazione, ma non si sa quando inizieranno i lavori.

Durante il mio intervento ho appoggiato pienamente le soluzioni proposte dal programma di "sperimentazione della gestione integrata della zona costiera". Auspicando che sia messo in pratica al più presto. Infatti, solo con una pianificazione degli interventi, tramite un piano generale di assetto del territorio, si può valorizzare il bacino del Marta, considerato nella sua interezza di sistema lago-fiume-mare. Tale sistema, se ben gestito è una ricchezza, dal punto di vista ambientale, agricolo, culturale e turistico; altrimenti, se si continuerà a intervenire solo nelle emergenze, con opere non risolutive e a volte dannose, come si è fatto fino a ora, si rischierà di rovinare per sempre l'ecosistema, arrecando un grave danno a tutta l'economia della zona.

Come dimostra lo studio universitario presentato durante la riunione nonché il successo della già avvenuta riqualificazione delle saline di Tarquinia, scienza e tecnica hanno già gli strumenti per uno sviluppo sostenibile del territorio. Sta alle amministrazioni dimostrare di saperli mettere in pratica.

Roma 18/11/'09
Elena Maria Scopelliti

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